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AudioGuide® vi aspetta al Museo Nazionale Jatta Ruvo di Puglia!

  • Immagine del redattore: AudioGuide®
    AudioGuide®
  • 29 mar 2024
  • Tempo di lettura: 2 min
Palazzo Tori Massone di Camaiore

AudioGuide® vi dà il benvenuto al Museo Nazionale Jatta Ruvo di Puglia!


Utilizza la nostra AudioGuida presso il Museo.


Il Museo Nazionale Jatta ospita una prestigiosa collezione archeologica composta da più di 2.000 reperti appartenuti per circa due secoli alla famiglia Jatta e quasi tutti ritrovati nel territorio di Ruvo. Nella prima metà dell’Ottocento, a Ruvo come in altre città pugliesi, si concentra l’attenzione di studiosi e mercanti d’arte, interessati a studiare, ma anche a entrare in possesso dei tesori emergenti dal sottosuolo. Nel tentativo di salvare questo prezioso materiale dal rischio della dispersione all’estero, molte famiglie ruvesi cominciano a raccogliere i reperti, dando avvio a pregiatissime collezioni. Giovanni Jatta (1767-1844), giureconsulto residente a Napoli, e suo fratello Giulio (1775-1836), ufficiale dell’esercito borbonico ritiratosi a Ruvo, raccolgono tutti i reperti che riescono ad acquistare, componendo una collezione ricchissima che viene collocata nelle sale al pianterreno del Palazzo di famiglia, fatto costruire appositamente a metà dell’Ottocento. L’allestimento del Museo, in parte ideato da Giovanni Jatta senior e poi ordinato e disposto poi dal nipote Giovanni junior (1832-1895), autore anche del poderoso Catalogo della collezione, è rimasto quasi del tutto immutato fino ad oggi, nel chiaro intento di lasciare ancora viva l’immagine e l’atmosfera delle sale. All’Ottocento, infatti, risalgono le vetrine, gli armadi, le colonnine, i divanetti in tessuto rosso, ma soprattutto del tutto ottocentesco è il criterio che guida la disposizione dei reperti. Il percorso ideato mira a valorizzare gli oggetti ritenuti “più belli”, prescindendo dalla cronologia e della classe di produzione a cui essi appartengono. I reperti sono disposti nelle quattro sale partendo da quelli considerati meno pregevoli, le cosiddette “Terrecotte” (vale a dire i reperti privi di decorazioni figurate) per poi passare alle ceramiche figurate, in una progressione che culmina nell’ultima sala con l’esposizione del cratere del Pittore di Talos.


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