AudioGuide® vi invita alla mostra "IN GIOCO. Illusione e divertimento nell’arte italiana. 1850-1950" presso Palazzo Cucchiari di Carrara
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- 27 giu 2025
- Tempo di lettura: 2 min

IN GIOCO. Illusione e divertimento nell’arte italiana.
28.06.2025 - 26.10.2026
A cura di Massimo Bertozzi
Curata da Massimo Bertozzi, la mostra comprende circa 110 opere – tra le quali alcune sculture in bronzo e legno – di un’ottantina di artisti, 56 dei quali non erano “mai entrati” a Palazzo Cucchiari, che ancora una volta si conferma come uno dei templi delle mostre temporanee dedicate al Novecento.
Quello confezionato dallo staff di Palazzo Cucchiari, è una sorta di “parco divertimenti” raccontato da un corpus di opere che si dipana dai bambini che imitano i grandi dei dipinti di Lega o Gioacchino Toma, e dai ragazzi a volte orgogliosi, a volte delusi dei propri giocattoli in quelli di Fausto Pirandello o di Riccardo Francalancia; dove persistono i giochi tradizionali, come quello del cerchio, ancora vivo nei dipinti di Massimo Campigli dove si insinua il “mondo in miniatura” dei giocattoli raffigurato da Casorati e Corrado Cagli, e poi il mondo arcaico dei “giocolieri” professionisti, della gente del circo e delle maschere del carnevale, immortalato da Mosè Bianchi e Gino Severini, da Capogrossi e Alberto Donghi fino a Primo Conti e Antonio Ligabue. Per finire con l’attualità dello sport e delle sfide alla sorte, con i dinamismi futuristi di Mario Sironi, Gerardo Dottori e Roberto Iras Baldessari, le verità moderne di Carrà, la giocosa plasticità di Medardo Rosso e gli ardimenti fisici di Francesco Messina e di Marini.
La mostra si articola in quattro diverse sezioni non ordinate cronologicamente, ma per temi: si comincia con gli “Svaghi e ricreazioni del quotidiano”, per poi proseguire con “Crescere ed imparare: un gioco da ragazzi”, “Intrattenimenti e spettacoli: l’invenzione del tempo libero” e infine “Sfide, competizione e destino”.
Per ogni artista, suggerisce Roger Caillois, il gioco è una “isola incerta”, cioè, come precisa il curatore della mostra Massimo Bertozzi, «una terra di mezzo, tra una realtà costretta a prendere a modello l’organizzazione e le regole della vita quotidiana e un paese altrove, fittizio, ma imitato dal vero, dove le regole sono state riorganizzate e riscritte. Una ‘realtà magica’ dove la curiosità della scoperta, il piacere dell’invenzione e l’estro della creazione scendono a patti con la convenzione che tiene insieme la norma e il capriccio, lo stesso bisticcio dialettico che accomuna il gioco e l’arte».



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